Cronache 2014

Sabato 11 Gennaio 2014

Visita mostra Antoniazzo Romano a Palazzo Barberini - Roma

Come si trattasse di un lontano parente, un antenato di cui si sapeva quel tanto che pensavamo ci sarebbe bastato. Ma, un conto è conoscere un artista per averne letto o osservato qualche opera, un conto è ritrovarsi  davanti una mostra che ce lo presenta in tutta la sua lucentezza.
Così abbiamo approfondito la nostra conoscenza visitando la mostra su - Antoniazzo Romano Pictor Urbis - a palazzo Barberini a Roma. Non guarderemo mai più come prima i suoi affreschi al castello Odescalchi, e quando sentiremo il suo nome avremo un pensiero, una suggestione antica e lontana  nel tempo, che ritornerà. E’ dunque  il suo antico passaggio da Bracciano che ce lo fa riconoscere  in qualche modo come nostro antenato, questo Antonio Aquili detto Antoniazzo come lui stesso si firmava. Pittore di grande tenerezza, luce, sfondi oro, incantevole bellezza. Ma anche di equilibrio nei gesti e nelle figure oscillanti fra ieraticità e contenuto sentimento.   
Cinquanta opere fra polittici, pale d’altare, dipinti devozionali e un meraviglioso ciclo di affreschi staccati ed opere che lo mettono a confronto con altri artisti del quattrocento.
La visita è stata guidata dalla nostra socia Manuela Orazi, architetto, traduttrice, guida turistica di raffinato intento. Con la sua naturale levità ha presentato al nostro numeroso gruppo questa importante e bella mostra. Insieme ai soci ed amici intervenuti il nostro grazie.    

Adriana Pedone

 

 

 

Mostra Antoniazzo Romano Palazzo Barberini 11.1.2014

 

 

 

Sabato 25 Gennaio 2014

Parliamo di Angela Zucconi, scrittrice, giornalista, ambientalista, fondatrice della Tribuna del Lago

Nel pomeriggio di Sabato 25 Gennaio l’associazione si è riunita al pub OutLaw del centro storico, per parlare di Angela Zucconi, l’indimenticabile fondatrice della Tribuna del Lago.
Florita Botts, coadiuvata da Franco Bernardini, ha presentato un filmato sulla vita di Angela, di cui era grande amica. Un racconto appassionante: l’infanzia a Bengasi, gli studi, la famiglia, il ritorno in Italia e gli amici, e la guerra che sopraggiunge devastante, la caduta del fascismo e infine la ricostruzione che la vede partecipe con  il lavoro  che va svolgendo nel campo delle riforme sociali con una determinazione che la porta in giro per il mondo.
E poi Anguillara, il luogo amato e scelto per vivere a cui dedica il magnifico libro “Autobiografia di un paese”; la sua casa con le finestre affacciate sul lago, e il suo rispetto per le persone, che la spinge a fondare la biblioteca comunale che le verrà intitolata. Infine si forma l’associazione Amici del Lago seguita dalla rivista La Tribuna del Lago, che segnano l’inizio di incredibili e lunghe lotte per la salvaguardia del territorio.
Persona esemplare, di silenziosa dedizione allo studio e alla ricerca, mai arresa alle inevitabili sconfitte, intenta a prender nota, scrivere e raccontare, affinché tutti potessero diventare consapevoli  nella difesa di quei beni paesaggistici ed ambientali intesi come patrimonio comune, pur rilevando con dolore che tutte le cose intorno, oscuramente, volgevano al peggio; e annotando nella sua autobiografia intitolata “Cinquant’anni nell’utopia, il resto nell’aldilà” un pensiero tristemente premonitore, più che mai di attualità oggi dopo tanti  anni trascorsi.
Così Angela Zucconi scrive:

“… misuro il cambiamento con certi strumenti casarecci. Per esempio ogni volta che metto uno strofinaccio pulito in cucina mi ricordo di aver comprato da Elvira, trentacinque anni fa, vari metri di tela per canovacci. La tela era così di buona qualità che oggi pare ancora nuova. Poi è venuta l’era della cuccagna, quella dell’usa e getta. E ora viviamo la terza era, quella drammatica delle discariche strapiene per cui non sappiamo più dove gettare l’usato e i liquami si insinuano nelle falde acquifere, mentre il ritmo dell’usa e getta si fa sempre più incalzante e irresistibile”.
Al nostro incontro hanno partecipato numerosi cari amici di Angela,quelli dei tempi d’oro della rivista. Quelli che scrivevano articoli, denunciavano abusi edilizi e oltraggi al paesaggio esponendosi in prima persona con la dignità che accompagna e produce la libertà.
Li abbiamo riabbracciati con gioia pensando che spesso la vita tiene lontani, ma si rimedierà.
Continueremo a parlare di Angela Zucconi.

Adriana Pedone










L'incontro per ricordare Angela Zucconi presso il pub Outlow




Domenica 23 febbraio 2014

Itinerario di Antoniazzo Romano a Bracciano: affresco in celebrazione di Gentil Virgilio Orsini al Castello Orsini-Odescalchi e affresco absidale della Chiesa di San Sebastiano all'Ospedale Vecchio.

Cari soci e amici di Borgo Medievale Bracciano,

dopo la visita che abbiamo fatto alla mostra “Pictor Urbis” su Antoniazzo Romano a Palazzo Barberini a Roma, domenica prossima andremo a visitare l’affresco dello stesso Antoniazzo che si trova nel Castello Orsini Odescalchi di Bracciano e, a seguire, ne visiteremo un altro presso la piccola Chiesa di San Sebastiano, in Piazza dell’Ospedale Vecchio. Alla visita farà da guida la nostra socia Giusi Centulio.

L’appuntamento è Domenica 23 Febbraio, alle ore 10 precise, a Piazza Mazzini presso la biglietteria del castello. Il costo di questa visita speciale è di 8/9 Euro a persona, secondo il numero dei partecipanti.

Le nostre “Passeggiate nel Borgo” sono divenute una simpatica e proficua fonte di interesse culturale e di conoscenza, e un utile patrimonio di progetti e di memoria.

Aspettiamo con gioia che tutti possiate partecipare. Passate parola. Un cordiale saluto

Adriana Pedone     Associazione Borgo Medievale Bracciano

“…La speranza necessaria per difendere le altre ragioni del bene comune, per imporle anche alle forze politiche più cieche. L’intelligenza necessaria per raccogliere informazioni, sviluppare argomentazioni, identificare obiettivi di lungo periodo, perché “nessun vento è favorevole se il marinaio non sa dove andare” (Seneca). Per pensare senza delegare nessuno, sapendo quel che vogliamo. Assumendoci la nostra responsabilità di cittadini. In prima persona.” (Salvatore Settis da “Azione popolare, cittadini per il bene comune”, pagina 22)





La cronaca

È stata  una visita di approfondimento quella che abbiamo fatto al castello Odescalchi, domenica 23 febbraio, soffermandoci soltanto davanti all’affresco di Antoniazzo Romano e proseguendo  alla volta della  piccola chiesa di S. Sebastiano per guardare  ancora una volta l’affresco dell’abside, certamente attribuito allo stesso Antoniazzo e sua bottega.

Ci ha magistralmente coinvolti in questa esperienza la nostra socia Giusi Centulio; dico coinvolti perché  ha catturato la nostra curiosità di fronte al grande affresco del castello  con la minuziosa descrizione dei personaggi e dei paesaggi rappresentati dall’autore e dai suoi tanti collaboratori di bottega e, a seguito della visita  fatta nelle scorse settimane alla bella mostra di Roma “Pictor Urbis”,  crediamo di avere iniziato una più attenta ricerca su questo pittore romano del quattrocento e della sua presenza a Bracciano, richiamato dai ricchi committenti del castello.

Abbiamo poi proseguito alla volta della chiesetta di S. Sebastiano in piazza dell’Ospedale Vecchio per visitare l’affresco dell’abside. Stupore ed emozione di fronte ai bei colori, ai volti e alle figure che lo compongono. Si hanno certezze e sicuri indizi su questo lavoro circa l’attribuzione ad Antoniazzo ed alla sua bottega. La mente si apre a congetture e discussioni: attraversiamo la grande  ondata del rinascimento italiano  che si faceva strada fin qui portando innovazione e splendore.

L’affresco è bellissimo, un piccolo, minore incanto; si presenta con i dolcissimi tratti del volto di una Madonna che sembra proprio venire dalla mano di Antoniazzo; resiste da secoli dentro una chiesa ormai  quasi in abbandono, per di più nel tempo sfigurata da interventi impropri e bruttissimi. Il tetto (pericolante?) coperto da un orribile controsoffitto, muri scrostati, suppellettili affastellate, centrini, statue di modernariato di santi benedicenti, luci al neon che pendono e non servono a nulla se non a dare fastidio. L’affresco a causa della sbagliata illuminazione non si vede bene; avvicinandosi è subito meraviglia, nonostante i guasti del tempo e dell’incuria; gli occhi dei personaggi raffigurati pare ci guardino con severità; il volto della Madonna con Bambino, con la sua peculiare bellezza, spande pensieri di malinconico conforto;  chi si sofferma a guardare intorno, invece, osserva senza conforto alcuno il disastro.

Il disamore  e  la mancanza di consapevolezza  dei più, riguardo al patrimonio storico-artistico, insieme ad interventi avventati, pesano come macigni sulla sorte del nostro scalcinato centro storico. Non si possono avere sentimenti confortanti riguardanti il luogo del nostro vivere.

Soltanto la nostra tenacia nel segnalare potrà qualcosa: “ Serve un’altra idea di Italia per liberare energie civili, creatività, lavoro.(Salvatore Settis)”

Pare  si discuta  da tempo  se la chiesa e tutto il complesso del vecchio ospedale appartengano al comune di Bracciano oppure alla Asl. Passa il tempo e questo bene della città è visibile soltanto per la cortesia di una gentile signora del Centro Anziani che ne custodisce le chiavi.

La bella, alberata piazzetta antistante è adibita a posteggio. La vecchia porta della chiesa sbarrata, il campanile muto.

Siamo nel centro storico, nella parte più antica ed importante di Bracciano.O no?

Adriana Pedone Associazione Borgo Medievale Bracciano