Cronache 2013

27 gennaio 2013

Passeggiata per piazze e piazzette nella giornata della memoria

La passeggiata del 27 gennaio 2013 dell'associazione Borgo Medievale questa volta partirà dal Fontanile cinquecentesco di via Cupetta del Mattatoio proprio in coincidenza con la Giornata della Memoria, istituita in ricordo delle vittime della Shoah e dei perseguitati dal nazismo; è a questo giorno che noi la dedicheremo, ricordando le parole di Leonardo Sciascia "A futura memoria, perché anche la memoria abbia un futuro".

Il bel Fontanile, fra l'ideale e il reale, rappresenta la nostra condizione: alacre e fantasioso passato, malinconico e degradato presente. Simbolo e metafora insieme del nostro patrimonio culturale che si disperde per incuria da parte delle amministrazioni comunali, disinteresse dei cittadini, mancanza di conoscenza e informazione. L'impossibilità di realizzare la nostra salvezza culturale e artistica deve essere sconfitta con la nostra presenza e la nostra voce: dobbiamo essere presenti, dobbiamo essere indignati affinché lo scempio non continui. Due volte abbiamo sollecitato per iscritto il Comune di Bracciano con la nostra richiesta di ripulitura e manutenzione del Fontanile e del suo sito. La manutenzione e cura del patrimonio pubblico sicuramente potrebbero procurare nuovo lavoro, muovere in positivo l'economia della città, riparare i guasti del tempo e aggiungere miglioramento ed equilibrio alla qualità della vita dei cittadini.

La nostra Passeggiata dopo il sito del Fontanile proseguirà per piazze e piazzette del centro storico guidati dal nostro socio Sisto. Alcune cantine hanno aderito alla nostra iniziativa di "Cantine aperte nel giorno della Passeggiata".

Vi invio un cordiale saluto, a presto

Adriana Pedone (Ass. Borgo Medievale Bracciano)

 

La cronaca

La passeggiata di gennaio dell'associazione Borgo Medievale Bracciano si è fatta in una giornata speciale, il 27 gennaio, la Giornata della Memoria, e ad essa abbiamo voluto dedicarla. Al lume di tre candeline accese che reggevano appena al vento, abbiamo anche noi commemorato la Shoah, ricordando le persone deportate, uccise a milioni o perseguitate dai nazifascisti.

Eravamo in tanti, circa 40 persone, per noi un numero importante: soci, simpatizzanti, appassionati di storia, ambientalisti, stranieri, persone interessate al nostro lavoro ed ai quali vogliamo porgere il nostro ringraziamento.

Siamo partiti in una giornata di sole improvviso e benigno. I nostri primi sguardi sono andati al Fontanile di via Cupetta del Mattatoio, dove ci siamo riuniti: desolazione, abbandono, acquitrino ed erbacce intorno al nobile fontanile, da cui sgorga ancora acqua sorgiva (arsenico? avvelenata?), profanato e dimenticato, nonostante gli appelli inviati al Comune.

Quello slargo, quello spazio rimasto a delimitare il fontanile proponiamo che possa diventare una piazza, con panchine, cartelli indicatori, alberi e un nome. Potrebbe divenire, nella bruttezza della vecchia speculazione edilizia che lo sovrasta, un segno di rinascita, un piccolo riparo per la mente e gli occhi, una meta per le passeggiate, un luogo di sosta: "Piazza del Fontanile Cinquecentesco".

Attraverso la via delle Grotte, siamo giunti alla più grande, panoramica, luminosa piazza di Bracciano, quella dell' Università Agraria, adesso adibita solamente a parcheggio di macchine. Attraverso le sapienti parole di Massimo Perugini, che si era unito alla nostra camminata, abbiamo appreso le storie che si celano nello spettacolo dei colli sottostanti: storie di orti, di alberi, di vigneti e uliveti, di coltivazioni e di grotte, e di persone che al duro lavoro per la sopravvivenza hanno saputo unire la gioia del divertimento e delle feste agricole e così abbiamo avuto notizie sulla antica festa dei Solchi. Quando sarà giunta la bella stagione, in quel bellissimo panorama, fra cielo e lago, vorremo anche noi fare una festa di primavera.

Poi in cammino. Al belvedere della Sentinella abbiamo trovato, proprio al centro, infisso nel terreno, un gran tabellone per la pubblicità delle prossime elezioni. A chi il merito della bella pensata? Sempre guidati dall'informatissimo Sisto, il nostro giro prosegue: eccoci a piazza Padella che appunto ricorda la forma profonda di una padella e, aggirando il ponte di legno chiuso da tempo perché pericolante (ma non era quasi nuovo?), piazza del Moretto e la deliziosa sconosciuta piazzetta della Casaccia, riparata e senza sbocchi; poi largo del Pozzo Bianco e piazza Samminiati giù fino a piazza Mazzini, detta anche del Castello, anticamente del Mercato, ma che si dovrebbe ormai chiamare "dei posteggi e dei ristoranti" che la invadono senza ritegno con le loro pedane coperte (anche da noi i dehors) e la svisano a loro comodo. Al muro, vicino alla fontanella (a quanto pare altro arsenico) Sisto ci ha mostrato l'antica unità di misura in pietra e la grata dell'antico carcere.

Restiamo sempre meravigliati da quanta ricchezza culturale e ambientale si possa scoprire andando per il Borgo.

Allora vogliamo proporre al Comune di Bracciano delle semplici cose da fare per il Centro Storico che si potrebbero attuare da domani:

 

che sia restituito decoro al fontanile di via Cupetta del Mattatoio (richiesto altre volte)

che siano riattivati i lampioni davanti la chiesa del Duomo di S.Stefano

che sia proibito il posteggio almeno sulle rampe di piazza della Collegiata

che sia fatta manutenzione dei sampietrini

che siano sempre funzionanti le telecamere ai due varchi del Centro Storico

Siamo in attesa di una cortese risposta.


Adriana Pedone

 

 

 

Bracciano 21 aprile 2013

Vita e tradizioni del centro storico

Forse qualcuno di voi avrà pensato ad un nostro letargo essendo saltata la passeggiata di marzo - aprile. Siamo un gruppo esiguo e qualche volta nella stagione invernale può capitare un intoppo e così il comitato esecutivo si trova rallentato nelle iniziative. Ma abbiamo lavorato lo stesso ai nostri progetti: preso contatto con la direttrice del museo civico, architetto Sodano, le abbiamo mostrato il nostro librone con la raccolta fotografica del degrado del centro storico e sottoposto a lei ed al sindaco Sala la nostra richiesta di intitolare il sito del fontanile di via del Mattatoio come "Piazza del Fontanile Cinquecentesco".

La cosa è stata bene accolta anche dal delegato al centro storico del Comune, Pagliarani, ma sicuramente si dovrà molto battagliare per ottenerla effettivamente.

Il 21 aprile ci sarà la nostra passeggiata per le vie del borgo, guidata dal socio Sisto (vi giungerà comunicazione) e, tempo permettendo, la faremo seguire da un conviviale e allegro picnic. Poi il 4 maggio ci sarà, in Duomo, una conferenza sull'incisione in occasione di un'altra donazione, di 10 opere grafiche, da parte delle eredi di Domenico Faro, seguita dall'inaugurazione di una bella sala del museo del Duomo che sarà dedicata a questo insigne artista (anche di ciò vi arriverà comunicazione in dettaglio).

Al più presto ci riuniremo in assemblea generale, per discutere e fare progetti. Sempre più via via nel tempo la nostra associazione prende contatto con la difficile realtà del centro storico ed ottiene il rispetto e la considerazione che merita, e di questo, personalmente, sono molto felice.

Molto lavoro ci sarà da svolgere, a voi tutti chiedo aiuto ed appoggio con il proprio tempo e con la propria presenza; senza partecipazione non potremo essere credibili nella nostra battaglia contro la perdita della memoria storica e della bellezza del Borgo Medievale.

A presto rivederci, un cordiale saluto

Adriana Pedone

 

 

 

21 aprile 2013

Bracciano: dalle origini fino al mito di Sabazia.


Domenica 21 aprile alle ore 11 precise ci incontreremo al Torrione della Sentinella per la nostra consueta "Passeggiata nel Borgo". Questa volta sarà meno passeggiata e più racconto, perchè il nostro socio Sisto, grande appassionato di storia di Bracciano, ci parlerà di "Bracciano: dalle origini fino al mito di Sabazia". Saremo di fronte ad uno dei più bei panorami del lago. Seguirà un picnic con panini e delizie varie che ci porteremo appresso nei nostri cestini.

Sarà una splendida occasione per incontrarci, parlare e stare insieme. Vi aspettiamo come sempre numerosi. Allora a presto, un cordiale saluto

Adriana Pedone

 

 

La cronaca

Domenica 21 aprile è stata una passeggiata atipica, si è camminato soltanto con la mente, lungo le vie della storia di Bracciano, mirabilmente guidati dal nostro socio Sisto.

Sisto oggi racconta come si raccontavano un tempo le storie tramandate di bocca in bocca ,da padre in figlio. Nelle antiche civiltà popolari c'è sempre stato un narratore, un raccontatore di storia vera e di storie fantastiche: non tutti potevano leggere libri e dunque non tutti avrebbero potuto sognare miti, lotte e genti antiche e sconosciute. C'era sempre uno che aveva il dono di raccontare, di trasmettere oralmente il sapere. E così Sisto, che con tenacia e passione, studia la storia di Bracciano, ci ha fermati nella mattina di vento e sole, davanti al lago bellissimo e azzurro come un mare, i gradini del Torrione della Sentinella. Il suo racconto avremmo voltuto non finisse mai: ci diceva di migrazioni, di borghi e strade e antiche dimore di cui ancora si trovano tracce nel nostro territorio, dalle origini fino al mito della misteriosa Sabazia.

Tutti quanti non avremmo mai smesso di ascoltare Sisto. La storia ci appariva meno crudele e ineluttabile. Il presente ci appariva rappresentato soltanto dalla bellezza del lago.Luminoso e calmo.

AdrianaPedone

 

 

 

 

4 Maggio 2013

Inaugurazione del Fondo Faro

Sabato 4 maggio 2013 ore 17

Duomo di S. Stefano Protomartire

Largo della Cattedrale, Bracciano

 

L'associazione Borgo Medievale Bracciano è lieta di partecipare l'apertura di una sala del Museo dell'Opera del Duomo "Bruno Panunzi", che ospiterà la seconda donazione di incisioni da parte delle eredi Faro.

Interverranno: Don Piero Rongoni, Giovanna Faro e l'associazione Borgo Medievale.

Fabiana Di Majo introdurrà alla visita della "Sala Faro".

Si ringrazia l'associazione Forum Clodii per l'attiva collaborazione.

Domenico Faro nasce a Catania nel 1924. Nel 1946 si trasferisce a Torino per completare gli studi scientifici al Politecnico. Dal 1949 risiede a Roma, dove avviene la sua formazione artistica e dove muore nel 2008.

Dopo essersi dedicato alla pittura con mostre personali a Roma, Firenze, Padova, Venezia, Domenico Faro trova nella grafica, e particolarmente nell'acquaforte, oltre alla tecnica, congeniale al suo carattere, il campo espressivo più fertile per dare forma e immagine alle visioni del proprio mondo interiore. Fu artista di estesa cultura e di formazione complessa.

Mostre personali di grafica furono allestite in numerose città italiane e straniere.

Partecipò a varie manifestazioni nazionali tra cui la "Triennaledell'incisione a Milano (Palazzo della Permanente), "12 incisori siciliani" a Palermo (Fondazione Mormino) e a Roma (Istituto Nazionale per la grafica,Calcografia Nazionale), "Premio Internazionale per l'incisione Biella 1993" a Biella, e a Londra presso l'Istituto Italiano di Cultura.

 

 

La cronaca

L'inaugurazione della sala di incisioni intitolata a Domenico Faro, presso il museo dell'Opera del Duomo "Bruno Panunzi", si è svolta in atmosfera di letizia. In un momento di grave crisi dei beni culturali italiani, l'apertura di una sala dedicata ad un grande artista è stata vissuta come un successo della nostra associazione. Il lavoro preparatorio del comitato esecutivo è stato di grande impegno, premiato dalla presenza di un pubblico interessato e attento. E dalla preziosa collaborazione di Don Piero Rongoni e di Forum Clodii.

 



22 Giugno 2013

L'associazione Borgo Medievale Bracciano visita il castello Orsini-Odescalchi

O che bel castello...marcondìrondirondà!... Appuntamento per la visita a piazza Mazzini ormai ridotta a garage e posteggio, decorata alla maniera selvaggia da capanni, i cosidetti dehors, ad uso dei locali di ristoro che affacciano sull'importante slargo d'ingresso.
Strano sposalizio quello di Bracciano con il suo Castello. Separati in casa. Vivono di vita propria senza incontrarsi. O così appare. Il Castello è bellissimo, guardato da lontano sembra una cartolina illustrata. O un sogno. Ovviamente per fare una visita si paga, i proprietari per mantenerlo in ordine, come in tutti i castelli che al giorno d'oggi esistono nel mondo, hanno bisogno di entrate.
I residenti di Bracciano, spesso per loro diletto o per accompagnare loro ospiti, vanno a visitare questa meraviglia. Si potrebbe almeno avvantaggiarli, per solidarietà fra compaesani, con un biglietto ridotto?
Noi di Borgo Medievale Bracciano abbiamo formato un gruppo e siamo stati accompagnati dalla nostra esperta guida Manuela Orazi. Avremmo voluto soffermarci in particolare su ciò che all'interno è rimasto di significativo e importante: per esempio, nella sala dei trofei di caccia, l'affresco di Antoniazzo Romano, che alla fine del '400 raffigura la visita di Piero de' Medici al cardinale Cosimo Orsini fondatore del vicino convento degli Agostiniani. La regola è che all'ingresso e lungo il percorso i gruppi di visitatori siano scaglionati a tempo: un tempo troppo breve per approfondire discorsi.
Incalzati da una gentile accompagnatrice del castello per gestire il traffico umano di visitatori. Per evitare accavallamenti e ingorghi. Oh tristezza! Come poter sorvolare davanti all'affresco di Antoniazzo che racconta la storia per immagini o davanti al panorama che si può ammirare dalle finestre. E come fare a condensare il racconto della storia e dei personaggi che sono passati dal quel luogo? In un'ora secoli.
Come tanti Charlot in Tempi Moderni, oggi ci sono Turismi Moderni: entrare, camminare, guardare, arrampicarsi sulle mura per gettare dall'alto uno sguardo veloce al panorama mozzafiato, uscire. Avanti il prossimo gruppo. La piazza "arredata" e ingombra da dehors e posteggi vi attende!

Adriana Pedone

 

Bracciano, 5 Settembre 2013

Che fine ha fatto il Ponte di Legno?

Il ponte di legno del centro storico pare simulare un ponte levatoio d'altri tempi. Una "gettata" che dovrebbe unire un piccolo quartiere di palazzoni che coprono la vista del lago ed un bruttissimo parcheggio, al corpo centrale del borgo antico, scavalcando un fossato incolto dove nel fondo sicuramente si trovano gettati vecchi frigoriferi e ferraglie varie pietosamente coperti alla vista dalle sterpaglie. Ma tant'è, il ponte era molto utile, ed è stato abbandonato al suo destino, con sprezzo del bisogno di quelli che se ne servivano senza essere costretti a fare un lungo giro per andare dall'altra parte. Non si ha la minima idea di cosa sia successo e di cosa accadrà, se lo riapriranno o altro, perché prima c'era un cartello, tanto per far vedere un qualche interessamento, adesso il cartello è sparito. Il ponte è forse pericolante. Forse non interessa più a nessuno.

Adriana Pedone

 

 


29 Settembre 2013

L'antico acquedotto Odescalchi

Dopo la pausa estiva la nostra associazione riprende le tradizionali passeggiate cominciando dall'Acquedotto-Orsini Odescalchi. L'appuntamento è per domenica 29 settembre, ore 9.45, presso l'Auditorium Comunale, Via delle Ferriere.
Inizieremo dalla ferriera di Pericle Pomponi, l'unica ferriera che ancora conserva il maglio ad acqua ed altre attrezzature originali, utilizzate dalla famiglia Pomponi per il proprio lavoro di fabbro da otto generazioni.
Proseguiremo il percorso dell'Acquedotto scendendo fino alla Cisterna, utilizzazione finale delle acque per irrigare campi ed orti.

La nostra guida sarà Massimo Perugini, grande conoscitore della storia di Bracciano.

 

La cronaca

Avevamo appuntamento davanti all’Auditorium. Ci aspettava Massimo Perugini, per l’occasione nostra sapiente guida.

Del vecchio settecentesco acquedotto abbiamo conosciuto il tracciato, a tratti quasi completamente scomparso, ingoiato dalla città in furiosa crescita, dall’incuria, dai rovi. E dal disamore. E dai cambiamenti epocali, che modificando i bisogni degli esseri umani, si lasciano dietro una scia di abbandono senza rimedio.

L’unica ferriera sopravvissuta si trova ormai ristretta fra assurde costruzioni. Severe mura di pietra, il tetto, attrezzi vari che sono stati utilizzati per farla funzionare fino al 1945 per la lavorazione del ferro: questo è ciò che rimane di questa ferriera, ancora idealmente gestita dalla famiglia Pomponi, fabbri ferrai in Bracciano dagli inizi dell’800, che ancora oggi, attraverso Pericle Pomponi, ne custodisce le chiavi e ne paga l’affitto agli Odescalchi.

Non abbiamo incontrato cartelli indicatori di sorta, ma ci sono molti segnali lasciati da quelle vite passate da lì: il tracciato dell’antico acquedotto e tutta la storia delle ferriere di Bracciano diventano subito l’appassionante racconto che Massimo Perugini, l’amico studioso di storia di Bracciano e raccoglitore di cimeli e attrezzi di tutta una  antica civiltà, ci andava facendo lungo il cammino.

Così siamo andati avanti nell’apprendere le cose, proprio come si va avanti nella cultura del “cunto”, con cui infine si salva la memoria e il ricordo attraverso l’oralità. Il racconto si è fatto via via sempre più avvincente, a piedi per terreni incolti e ruderi abbandonati. Tracce di mura e di acquedotto. Si rivive la storia di secoli, il lavoro di molti, la signoria di pochi, il dolore di tutti. Ma la vita, con tutta la sua forza, nonostante l’oblio e la distruzione, si ripresenta, con resti di edifici che arrivano giù fino al lago, in terreni ormai incolti, sotto un bellissimo cielo.

Adriana Pedone

Per la mappa originale dell’acquedotto, l’approfondimento e le immagini cercare in Google “L’acquedotto industriale del Ducato di Bracciano – TusciaRomana.Info”

 

 


Giovedì 10 ottobre 2013

Cronaca dal centro storico

Incominciamo dal ponte. Il ponte di legno che simula un ponte levatoio d'altri tempi.

Una "gettata" che dovrebbe unire un piccolo quartiere di palazzoni che coprono la vista del lago ed un bruttissimo parcheggio, al corpo centrale del borgo antico, scavalcando un fossato incolto dove nel fondo si trovano gettati vecchi frigoriferi e ferraglie varie pietosamente coperti dalle sterpaglie. Ma tant'è, il ponte sembrava indispensabile per collegare, unire tutto ciò, ma che alla lunga non ha unito un bel niente.

Così l’impraticabile ponte sembra sia stato abbandonato al suo destino, con sprezzo del bisogno delle persone che se ne servivano per non essere costrette a fare un lungo giro per recarsi dall'altra parte. Sono passati i mesi, i primigeni cartelli si sono stinti, afflosciati e infine sono scomparsi. Vorremmo avere notizie di questa storia oppure anche per la riapertura del ponte si aspettano i fondi europei?

Proseguiamo verso il Fontanile cinquecentesco di via Cupetta del Mattatoio.

Del nostro amato Fontanile ci siamo occupati molte volte, lo abbiamo quasi eletto a simbolo di tutto il centro storico e della nostra stessa associazione, fino a portarlo, con lettere agli amministratori, passeggiate e scritti, all’attenzione di molti che lo ignoravano completamente o forse se ne erano dimenticati. Dal consigliere Pagliarani, delegato al centro storico, dal comitato di quartiere e con lettera dello stesso Sindaco, attraverso l’architetto Sodano, ci è stato risposto che, data l’importanza del luogo, si stavano attendendo i fondi europei per provvedere prontamente. Bene. Grazie. Ma noi semplicemente chiedevamo e continuiamo a richiedere che il Fontanile e il suo sito fossero intitolati “Piazza del Fontanile Cinquecentesco” per poter essere inseriti nella ordinaria manutenzione e pulizia di tutte le altre piazze cittadine. Niente di straordinario dunque e, per incominciare, che almeno “tutto” il sito fosse ripulito dalle erbacce, dai detriti e dall’acquitrino, e che il resto si facesse appena possibile, ma con certezza.

E’ presto detto: nel mese di luglio u.s., una squadra di volontari di Bracciano, guidati dall’archeologa Felluca, prontamente seguiti e coadiuvati dal Sindaco e dal vice Sindaco in persona, si sono mossi con pale e badili alla volta dell’antico Fontanile, lo hanno ripulito a puntino, strappando erbacce e lavorando di gomito per una intera mattinata. Noi dell’associazione Borgo Medievale Bracciano siamo stati felicissimi nell’apprendere, per caso, molti giorni dopo, dello straordinario avvenimento; tutto ciò che serve a tenere pulita la città e i suoi beni è sempre una cosa che merita plauso, oltretutto in quei luoghi dove la pulizia scarseggia e le erbacce invadono incessanti i monumenti e le strade. Ma, altresì, siamo rimasti meravigliati per il fatto che qualcuno dei partecipanti, fra cui alcuni ben ci conoscono, non abbia pensato ad invitarci fra loro, ad avvertirci, a fare partecipi anche noi, che avremmo prontamente aderito all’iniziativa; essendo noi sempre più convinti che l’incuria e l’abbandono dei beni culturali e ambientali siano, al punto in cui in Italia si è giunti, interesse di tutti indistintamente. Ci siamo rammaricati per la nostra assenza e ci auguriamo per il futuro che l’informazione circoli meglio. Noi pensiamo che, non cose straordinarie, non interventi una tantum, possano servire al mantenimento del decoro dei monumenti, bensì, come instancabilmente richiediamo, siano indispensabili , per i beni pubblici, la ordinaria pulizia e manutenzione, senza interruzioni di sorta, considerato che rappresentano il nostro livello di civiltà e decoro.

Ci è stato dunque ribadito che per la “manutenzione” del sito del fontanile e per la sua intitolazione a piazza (si farà?), si aspettano i famosi fondi europei. Si tratta di 78.555,21 euro (vedi il numero di settembre 2013 del periodico “Fuori dal Comune” pubblicato dal Comune di Bracciano). Cosa ne sarà fatto? Ne saremo informati?

Adriana Pedone






Bracciano, 26 Ottobre 2013

Cronache dal Centro Storico

 

La manifestazione del 26 ottobre contro l’ampliamento della discarica di Cupinoro è iniziata a Piazzale Pasqualetti, ma ha sostato a lungo a Piazza Mazzini (la piazza del castello). Non capita tutti i giorni vedere la piazza senza automobili posteggiate, risaltavano più che mai i capanni sbilenchi dei vari ristoranti e bar che la “utilizzano” a loro comodo. La piazza, abitualmente tenuta come uno scalcagnato posteggio, si trova sotto le austere mura del turrito maniero, anticipatore di un panorama di rara bellezza. Abbiamo speranza, di potervi sostare, a pensare, a riposare, come usa  nei paesi che rispettano il proprio territorio?

In tutto questo centro storico un solo (1) operatore ecologico (!) con carriola e ramazza presta la sua opera: si arrangia come può, alla buona, come in una famiglia senza tante fisime di pulizia. I gatti che vi risiedono, i salvifici mici, evidentemente non attrezzati con cassette di segatura, non possono manifestare il loro naturale istinto di pulizia e sono costretti a sporcare in giro e terrorizzati non ci provano più a lottare con i topi che la fanno da cattivi padroni in tutto il quartiere. A volere stare allegri si potrebbe pensare a un cartone animato,  quelli di un tempo, col gatto e il topo in allegra lotta. Naturalmente, a volere stare allegri a tutti i costi; la situazione non pare  faccia ridere, essendo orrida e insopportabile, fino al punto che residenti e proprietari di locali hanno raccolto firme per segnalare, a chi di dovere, l’intollerabile schifo. Si è provveduto? Si provvederà?

Parlare di topi e non parlare di fogne è impossibile. Quali le condizioni delle fogne al centro storico? Ne parleremo altra volta.




Domenica 3 Novembre 2013

Domenico Faro, l'uomo e l'artista.

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Domenica 9 Dicembre 2013

Visita al Museo Civico

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