Cronache del 2017

26 Marzo 2017

Passeggiate nel Borgo: Il borgo e il Museo etrusco romano di Trevignano Romano

Cari soci e amici di Borgo Medievale Bracciano,

riprendiamo le nostre visite con la prima domenica di primavera a Trevignano Romano, antico borgo di pescatori che affaccia sul lago di Bracciano.

Attraverseremo la porta in corrispondenza della torre dell'orologio per raggiungere la chiesa rinascimentale, dedicata all'Assunta (con un bell'affresco attribuito alla scuola di Raffaello).

I primi insediamenti nel territorio risalgono tuttavia all'età del bronzo e proseguono in epoca etrusco romana. Attraversato il borgo e proseguendo sul lungolago, concluderemo quindi la nostra visita con il piccolo, ma interessante museo civico etrusco romano, che conserva reperti sorprendenti.

L'intera visita durerà due ore circa.

Vi aspettiamo!

Adriana Pedone; Giusi Centulio; Manuela Baldo; Piera De Petris; Clara Bergantini; Loredana Starnoni

Quota di partecipazione 8,00 euro (comprensivi del biglietto d’ingresso del museo e del contributo per il restauro dell’organo del Duomo di Santo Stefano di Bracciano)



La cronaca

Pur molto frequentato, il paese è generalmente poco conosciuto in quanto alle memorie storiche, sulle quali ci è parso valesse la pena stimolare la curiosità dei soci e amici. Ed è stata una sorpresa.

Ci siamo incontrati davanti al Palazzo comunale, all’ingresso del Museo civico etrusco romano. Abbiamo deciso di fare subito una capatina nella chiesetta di Santa Caterina d’Alessandria di epoca medievale. La prima osservazione è stata sulla muratura della chiesa, riconoscibilissima come opus reticulatum: in origine vi era un ambiente di un edificio romano, probabilmente del I sec. d.C.

All’interno la tomba di un cittadino illustre di Trevignano vissuto nel ‘700, l’abate Tommaso Silvestri, l’inventore della lingua dei segni per i sordomuti. Oltre all’affresco absidale, probabilmente della scuola di Antoniazzo Romano e certamente coeva del maestro, raffigurante santa Caterina tra i santi Sebastiano e Rocco, c’è anche un bel soffitto.

Dopo un’introduzione sull’origine del nome del borgo di Trevignano, sulla storia geologica e la formazione del territorio del lago di Bracciano, sullo stemma comunale, visitiamo il museo accolti dalla signora Claudia. Il museo è piccolo ma ben organizzato. All’ingresso vediamo una presentazione interattiva con le immagini degli ambienti delle tombe etrusche in cui sono stati ritrovati intatti i corredi funerari Annesi-Piacentini e Flabelli, qui esposti, provenienti dalle necropoli di Olivetello e Rigostano. Vi troviamo anfore che raccontano storie della vita degli antichi abitanti di questi luoghi, buccheri di ogni forma e funzione con decorazioni insolite, uova di gallina (non è certo!), piatti, brocche dipinte con animali esotici e strane divinità, rari vasi con il filtro, gioielli e altri oggetti provenienti da paesi che affacciano sul Mediterraneo.

Il carro, il calesse e il flabello sono spiegati in modo chiaro. Il corredo di altre tombe ritrovate “inespugnate” è attualmente in restauro.

La mostra di Hitnes, artista romano che gioca con l’ambiguità degli originali etruschi, allestita negli ambienti del museo, ha suscitato diversi spunti di discussione.

All’uscita ci ritroviamo sotto un sole splendente, ma all’ombra della bella Torre dell’orologio, che a parte l’orologio data al XV sec. Fa parte delle mura che dalla fortezza scendevano verso il lago. Alla fine della nostra passeggiata raggiungeremo il suo limite estremo sul lago, il Torrione del XII sec.

La porta sottostante la Torre è quella di Vicarello. Alla fine del paese c’era invece un tempo la Porta Romana. Le vie del paese di pescatori, ma anche di contadini, portano i nomi delle città delle colonie italiane in Africa. Molti sono i trevignanesi che avevano aderito a quella guerra. Saliamo in direzione della Rocca Orsini verso la chiesa dell’Assunta, gentilmente lasciata aperta per noi dal parroco don Gabriele.

L’Assunta, eretta intorno al ‘500, è un vero spettacolo, ovvero lo sono i suoi tesori. L’architettura ad aula unica è piuttosto fredda, poi però si scoprono dei tesori. L’abside, grande, è affrescato da Pellegrino da Modena, allievo di Raffaello. La “Dormizione” e l’ “Incoronazione” della Madonna sono quasi in secondo piano rispetto alla cacciata dell’ebreo e alla cintola che Maria lancia al sempre incredulo san Tommaso. Facciamo un confronto con la Cacciata di Eliodoro (Stanze di Raffaello in Vaticano).

Altre preziose opere d’arte sono inaspettatamente contenute nella chiesa: una bella acquasantiera; una fonte battesimale e una tomba provenienti da edifici di culto oggi scomparsi, medievali; un trittico bizantino; l’affresco della Madonna col bambino in trono e santi della scuola di Antoniazzo Romano; la bella statua lignea del XIV sec. della Madonna protettrice delle puerpere, detta Madonna dello zocco (pezzo di legno in dialetto trevignanese), perché alla scultura è stato rubato il bambino. Il furto è uno dei misteri di questo piccolo paese appoggiato sul lago, che ha in tutto seimila abitanti.

Uscendo ammiriamo ancora una volta la vista dalla chiesa che domina dall’alto tutto il lago. Scendiamo e passando per la via (ma è in realtà una piazza) intitolata all’abate illuminato vissuto nel ‘700, dov’è ancora la sua casa. Siamo fortunati, il sole che si riflette sul lago rende questa giornata luminosissima, le case del borgo sono di vari colori e già piene di fiori sulle scalette, le scalinate, gli scalini, i davanzali.

Raggiungiamo il lungolago e dopo alcune decine di metri ci ritroviamo di fronte al Torrione da dove, incredibilmente, godiamo la vista dell’intero borgo, dai quasi 250 m. della Rocca al torrione in basso. Un altro mistero, un’altra magia di Trevignano romano.

Una passeggiata sul lungolago ci dona l’ultimo calore e bagliore di questa giornata.

 

Manuela Orazi