Cronache del 2011

9 Ottobre 2011

Passeggiata per vicoli e stradine con concertino in Piazza Padella

La cronaca

Domenica mattina 9 ottobre l'Associazione Borgo Medievale è partita con la prima passeggiata guidata nel Borgo Medievale di Bracciano, organizzata per diffonderne la conoscenza e il rispetto.

Da subito un successo. Al Torrione della Sentinella sono arrivate molte persone, nonostante la spuria giornata di ottobre, ventosa e fredda ma di luce cristallina. Le agguerrite e temerarie signore di questa associazione, in un risveglio di operoso ambientalismo e dopo frenetici conciliaboli si sono attivate con energia: appuntamento al Torrione, visita guidata del Centro Storico, sosta musicale con tarallucci e vino! Così è stato. Divertente iniziativa, scanzonata, appassionata ma seria.

Sisto è subito intervenuto ed è stato una rivelazione. Ci ha guidati per vicoli e stradine raccontandoci storie di case e persone dei tempi antichi. La galleria d'arte Artidec ha aperto il suo spazio, una suggestiva cantina, proprio per noi. Il concertino di due musicisti, Gian Michele Montanaro tanburello e voce e Donato Riccioni organetto, una vera delizia che insieme al buon vino ci hanno dato allegria e speranza. Promessa di ritrovarci presto per continuare i nostri giri. Ci sono due recenti musei da visitare, una Chiesa Madre imponente e tante altre meraviglie.

Ma di altro ancora necessita il Centro Storico, faticoso e lungo nel tempo sarà il compito dell'Associazione Borgo Medievale con i suoi obiettivi. Ormai si è quasi dimenticato che è lì nata Bracciano, nei secoli costruendo le proprie case vicino al Castello in cima ad un colle, sul lago. Vite operose, vite difficili, povertà e splendori ci giungono come un lungo appassionante racconto. Ma non basta. Non basta più. Il Centro Storico è in pericolo, ha bisogno che si facciano rispettare le regole del vivere civile, tutte quante. Presto. Ha urgente necessità di restauri, ma guidati da menti e mani esperte; di manutenzione e cura costante. Con interventi avventati e non idonei sarebbe la distruzione di un patrimonio grandissimo, la fine di un antichissimo equilibrio già in parte compromesso.

Il Centro Storico, al momento, è stretto dall' assedio mortale di auto e motorini in movimento o posteggiati ovunque; da abusi, grandi e piccoli, continuati senza sosta da chi crede di ben agire, immaginando essere il padrone a casa propria. Non è così: il Centro Storico è il cuore della città di Bracciano, memoria appartenente a tutti gli italiani; ammonimento al rispetto di noi stessi che dobbiamo conservare e proteggere per le generazioni future. Le amministrazioni, così prese da altre faccende, farebbero bene a interessarsi a questa tutela, strenuamente cercando competenze specifiche e sistemi validi di gestione di un simile patrimonio storico e paesaggistico.

Non potranno esserci città nuove se le antiche muoiono.

All'associazione Borgo Medievale il compito di essere propositiva, di chiedere, di lottare per ricordare, proteggere e divulgare la visione e la conoscenza di questo incanto. Questa è la nostra cultura. Questi siamo noi.

 

Adriana Pedone

 

 

 

 

 

 


11 Dicembre 2011

Duomo di S. Stefano e Museo

La cronaca

Nonostante la pioggia battente, ci siamo ritrovati, domenica mattina 11 dicembre, al Torrione della Sentinella. Luogo che vanta uno fra i più bei panorami di Bracciano, praticamente ormai degradato a garage e, di notte, a luogo di appuntamenti; con l'unico scivolo di accesso alla piccola rotonda sotto la quercia, ostruito dalla solita macchina: un residente, immaginando essere il padrone della zona, ne chiude l'unico passaggio a chi non può scendere e salire le scale.

La "passeggiata" questa volta era dedicata al Duomo di S.Stefano ed al suo contiguo museo. Marzia Panunzi ha fatto da dotta guida. La chiesa, come tutto il centro storico, si trova in stato pre-agonico, attaccata dall'umidità e dall'abbandono. Ha subìto nel tempo vari assalti di piccoli impropri restauri ma conserva ancora l'armonia architettonica del tardo barocco.

Un conto è raccontarne la storia, la storia vera e propria, un conto è visitare la chiesa di persona, guardare i muri umidi e scrostati, constatarne il degrado generale e l'abbandono (rimane quasi sempre chiusa ai visitatori) e provare uno scoramento profondo nel constatare come, in una città che cresce all'impazzata nel suo cemento, dove si costruisce velocemente su zone di alto pregio paesaggistico, non si siano mai trovate le risorse per far rivivere un luogo che, oltre che di culto, è di alta cultura, quella di cui ci si dovrebbe servire per incrementare il turismo di qualità e poter vivere delle proprie risorse; in questo senso il centro storico potrebbe rivelarsi trainante.

Inutile nascondersi dietro un dito, non ci sono città nuove se le antiche muoiono. E bisogna mettersi bene in testa che gli interventi tanto per fare qualcosa sono sempre disastrosi e i restauri sono faccende di pertinenza specialistica da affidare a veri esperti e dovrebbero interessare tutto il borgo nel suo complesso.

Si deve alla volontà di Bruno Panunzi, a cui l'annesso piccolo museo del Duomo è stato intitolato, se si sono salvate alcune opere e reperti della chiesa. Trasportati in salvo negli ambienti più sicuri della sacrestia e sistemati per essere meglio protetti. Una storia, questa, di passione e rispetto per i propri luoghi di appartenenza, che deve essere ricordata e mantenuta come traccia e ammonimento per ben proseguire nella salvaguardia del bene comune di Bracciano.

Fuori, nel degrado della facciata (fresca di pasticciato intervento), le scalinate, anch'esse adibite a parcheggio, che non ci sono le parole per descrivere.

Noi continueremo a proporre la visita alla chiesa e al suo museo, patrimonio di tutti, considerando l'attenzione il primo passo verso la salvaguardia dei monumenti. Vogliamo che a tutto il borgo medievale venga restituita dignità e bellezza.

 

"Cuore di questa azione dev'essere la convinzione, moralmente e giuridicamente fondata, che l'ambiente, il paesaggio, il territorio (comunque definiti) sono un bene comune, sul quale tutti abbiamo, individualmente e collettivamente, non solo un passivo diritto di fruizione, ma un attivo diritto-dovere di protezione e difesa". Salvatore Settis (da Paesaggio Costituzione Cemento pag.311)

 

Adriana Pedone